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7 settembre 2021

Covid. Dell'Orefice: «Su Green Pass in Grande Distribuzione Organizzata serve confronto con parti datoriali. Sosteniamo obbligo vaccinale per Legge»

«Serve fare due cose: intanto concordare all'interno delle Commissioni Covid aziendali tutte le forme utili per il contenimento della pandemia, e due, per evitare il rischio di un contenzioso infinito per i lavoratori che saranno sospesi per queste motivazioni, se in un luogo di lavoro affluiscono anche utenza e clientela è normale che ci siano le stesse regole: sia per il cliente sia per chi vi lavora».

Roma, 7 settembre 2021 – «Invece che uscire con dichiarazioni alla spicciolata sul tema, a questo punto varrebbe la pena di confrontarci, sindacati e parti datoriali, per aggiornarci su temi che possono essere delicati e invasivi. Noi non siamo per l'esternazione ma per il confronto». Così il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl, Vincenzo Dell'Orefice, intervistato dall’Agenzia Stampa Adnkronos/Labitalia ha commentato le dichiarazioni di Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione, che ha dato l'assenso della sua organizzazione all'estensione del green pass per i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata.

«Secondo noi – ha aggiunto il sindacalista - se ci deve essere green pass per i lavoratori nella grande distribuzione allora ci deve essere anche per i clienti, come avviene per la ristorazione. A quanto sembra – ha poi chiosato - l'unica preoccupazione delle aziende è quella, legittima, di non doversi sobbarcare gli oneri economici del green pass per i lavoratori».

Dell’Orefice ha poi commentato le parole di Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, che ha sottolineato che "i dipendenti non vaccinati vadano in aspettativa non retribuita, così possiamo sostituirli”.

«Pugliese – ha dichiarato il sindacalista - ha avuto il merito di porre una questione che sicuramente esiste e c'è. Come è ovvio che sia, ogni provocazione, anche la più intelligente, deve tenere conto delle tante complessità che si presentano».

«Serve fare due cose – ha evidenziato - intanto concordare all'interno delle Commissioni Covid aziendali tutte le forme utili per il contenimento della pandemia, e due, per evitare il rischio di un contenzioso infinito per i lavoratori che saranno sospesi per queste motivazioni, se in un luogo di lavoro affluiscono anche utenza e clientela è normale che ci siano le stesse regole: sia per il cliente sia per chi vi lavora».

«Per noi questa è una logica che va bene. Sarebbe non risolutivo introdurre l' obbligo del green pass solo per i lavoratori» ha poi rimarcato.

E, sui rischi di nuovi provvedimenti restrittivi in autunno per frenare la pandemia il sindacalista ha sottolineato che «non possiamo permetterci nuovi lockdown lunghi e generalizzati come quelli che abbiamo vissuto, perché non ci sarebbe Pnrr che regga rispetto all'onda d'urto di una chiusura protratta per mesi e per intere attività.

Con nuove zone rosse e chiusure di negozi di abbigliamento in alcune regioni d'Italia rischieremmo stavolta di avere aziende che portano i libri in tribunale».

Dell’Orefice ha evidenziato che «c'è stata una polemica stucchevole a spingere le organizzazioni sindacali per promuovere via pattizia l'obbligo vaccinale» ma che «non compete alle organizzazioni sindacali» ed anche che «il Sindacato abbiamo sensibilizzato fin dall'inizio i lavoratori a vaccinarsi. «E come organizzazioni sindacali del commercio – ha chiosato - abbiamo chiesto al governo di inserire i lavoratori del commercio che sono a contatto diretto con la clientela, come le cassieri, tra le categorie per la vaccinazione. Ma non siamo stati ascoltati».

Secondo Dell'Orefice «ogni altra cosa che non sia l'obbligo vaccinale per legge creerebbe contenziosi, contribuirebbe a esacerbare gli animi, a introdurre differenze tra clienti e lavoratori e nell'ambito della grande distribuzione organizzata chiedere al lavoratore non vaccinato di astenersi dall'attività lavorativa potrebbe anche non essere funzionale perché nei supermercati ci vanno anche i clienti a cui non è richiesto il green pass».