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24 novembre 2022 - 17:04

UNICare Europa, la Conference di Varsavia elegge Pierangelo Raineri Presidente del sindacato europeo della cura e dell’assistenza alla persona. Al centro della kermesse il tema della carenza di manodopera

Guarini: «Alla contrattazione collettiva il compito di sviluppare una strategia per accrescere le tutele e i diritti dei lavoratori e di creare meccanismi contrattuali che diano la possibilità di accesso alla Long Term Care»

Roma, 23 novembre 2022 – La Conference di UNICare Europa, il sindacato europeo della cura e dell’assistenza alla persona aderente al sindacato internazionale dei servizi UNI Global Union, ha eletto Presidente Pierangelo Raineri.

La due giorni di lavori conclusa oggi a Varsavia, con la partecipazione dei sindacati affiliati tra cui la Fist Cisl, si è incentrata sui temi della carenza di manodopera nell’Unione Europa, dove si stima la mancanza di ulteriori 7 milioni di posti di lavoro nel settore socio sanitario assistenziale e della long term care entro il 2030 a fronte dell’invecchiamento progressivo della popolazione over 65 anni data in crescita di oltre il 40% nei prossimi 30 anni. Nel frattempo la forza lavoro nel settore sta invecchiando ed è più anziana della forza lavoro media nell'UE, con una elevata percentuale di lavoratori oltre i 50 anni di età.

Ad influire negativamente anche l’impatto del turn over sulle condizioni di lavoro e sulla capacità complessiva di fornire assistenza a lungo termine, fattori che rappresentano inoltre un ostacolo all'assunzione di personale qualificato e alla fornitura di cure di qualità e che potrebbero comportare un aumento dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti da carichi di lavoro eccessivi per il personale rimanente e, nel peggiore dei casi, causare incidenti che comportano tragici costi umani.

Si prevede inoltre una diminuzione della disponibilità di assistenza informale a causa di una maggiore e positiva partecipazione delle donne al mercato del lavoro (che sono attualmente i principali fornitori di assistenza informale) e anche del cambiamento dei modelli familiari, con i membri della famiglia che ora sono più mobili e non vivono più nella stessa area per tutta la vita. Anche prima che la pandemia mettesse a dura prova gli operatori sanitari, UNICare Europa e i sindacati affiliati hanno riconosciuto il potenziale disastro all'orizzonte ed hanno avviato RETAIN, un progetto finanziato dalla Commissione europea per studiare le cause della carenza di lavoratori e proporre soluzioni adeguate.

Le cause principali dell'attuale crisi sono: bassi salari e cattive condizioni di lavoro, mancanza di contrattazione collettiva e rappresentanza sindacale, formazione e avanzamento di carriera inadeguati e scarsi standard di salute e sicurezza. Tendenze che includono lo sfruttamento dei lavoratori migranti, la disuguaglianza di genere e la mancanza di finanziamenti adeguati nel settore long term care nel suo complesso.
Un tema sentito fortemente sentito anche in Italia, dove si stima la carenza di 1,5 milioni di addetti solo nel settore della cura e dell’assistenza.

«Nel nostro Paese, così come in Europa - ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini - crediamo che affrontando le sfide in modo sistemico attraverso la cooperazione tra sindacati, fornitori di servizi e decisori politici, garantendo nel contempo che i lavoratori rimangano al centro dei processi decisionali, si possa evitare una crisi del terzo settore socio sanitario assistenziale e dell'assistenza a lungo termine». Il sindacalista, nel rimarcare le Raccomandazioni del Progetto RETAIN – migliorare i salari e le condizioni di lavoro; aumentare il personale per migliorare la qualità dell’assistenza; sostenere la contrattazione e il dialogo sociale; migliorare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro; migliorare la formazione e i percorsi di professionalizzazione dei lavoratori; intervenire sulle politiche migratorie con la ratifica della Convenzione ILO 189; garantire che i governi nazionali e l'UE aumentino i finanziamenti nel settore LTC – ha rilanciato sul ruolo della contrattazione per accrescere le tutele e i diritti dei lavoratori ed assicurare l’acceso alla Long Term Care.

«Il cambio della struttura sociale in Italia, con l’invecchiamento della popolazione, il prolungamento dell’aspettativa di vita, conseguenza anche dello sviluppo del settore dell’assistenza alla persona - ha dichiarato il sindacalista - ha portato al consolidamento dell’attività sindacale e della contrattazione nel settore della cura e dell’assistenza alla persona, anche attraverso l’intervento della bilateralità contrattuale, in parte anche perché si è consolidata la transizione da occupazione di ripiego ad occupazione high-profile skills».

«L’esperienza contrattuale più innovativa degli ultimi 20 anni in Italia – ha aggiunto Guarini - probabilmente è quella delle Colf e Badanti, che è riuscita a codificare alla stessa dignità sindacale degli altri settori l’attività che forse più di ogni altra rientra nella sfera privata del cittadino: l’assistenza diretta dell’utente». «Senza tralasciare la sfera dei servizi privati nel terzo settore socio sanitario assistenziale – ha chiosato Guarini – dove siamo impegnati proprio in queste settimane nei percorsi di rinnovo dei contratti nazionali di settore applicati a più di 600mila addetti».

«Nel nuovo scenario economico e sociale - ha sottolineato il sindacalista - il sindacato dovrà essere capace di definire le strategie per accrescere la sindacalizzazione nelle grandi multinazionali in espansione in tutto il mondo, ma anche di sviluppare una strategia, attraverso la contrattazione, con il duplice obiettivo di proteggere il ruolo crescente ed i diritti dei lavoratori che operano nel comparto e di creare meccanismi contrattuali che diano la possibilità di accesso alla long term care».

«A Pierangelo Raineri, impegnato nelle attività sindacato europeo della cura e dell’assistenza – ha concluso – i nostri migliori auguri di buon lavoro».

Redazione: